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730 a credito o a debito: simulatore con fondo pensione

Inserisci il reddito previsto a fine anno e le ritenute già trattenute: scopri se il 730 andrà a credito o a debito e quanto cambia versando nel fondo pensione prima del 31 dicembre, sfruttando la deduzione fiscale.

€
Imponibile IRPEF (punto 1 della CU): al netto dei contributi INPS e dei contributi al fondo trattenuti in busta.
€
Punto 21 della CU, o i progressivi dell'ultima busta paga più i mesi che mancano. Senza addizionali.
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Affitti, collaborazioni, secondo lavoro… che non hanno già subito ritenute.
€
Tetto di deducibilità: 5.164,57 € l'anno, contando anche il contributo del datore.
Il bonifico si deduce nel 730; la trattenuta in busta riduce anche il reddito complessivo.
Altri dati (facoltativi)
mesi
€
Bonus già percepiti: trattamento integrativo e somma integrativa ricevuti in busta nell'anno (voci «TIR» e «somma integrativa»).
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Fondo già versato in busta: la tua quota più quella del datore, già escluse dal reddito.
€
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Inserisci l'importo della detrazione (per esempio il 19% delle spese sanitarie), non della spesa.
%
Il tuo 730 è a debito
340,00 €
Le ritenute non bastano a coprire l'imposta dovuta: la differenza si versa con il 730, di norma trattenuta in busta paga da luglio.
Con 1.000 € nel fondo
-110,00 €
a debito · bonifico al fondo
Cambia di
+230,00 €
23% di ogni euro versato
Per azzerare il debito servono 1.479 € nel fondo (bonifico al fondo). Con la trattenuta in busta paga ne basterebbero 1.058 €.
saldo zero0 €5.165 € versati
Saldo con bonifico al fondoSaldo con trattenuta in busta
Il calcolo
Reddito complessivolavoro + altri redditi: base per detrazioni e soglie21.500,00 €
Deduzione fondo pensioneincluso il versamento simulato di 1.000,00 €-1.000,00 €
Reddito imponibile20.500,00 €
IRPEF lordascaglione marginale 23%4.715,00 €
Detrazione lavoro dipendente-2.505,00 €
Ulteriore detrazione-1.000,00 €
Altre detrazioni0,00 €
IRPEF netta dovuta1.210,00 €
Ritenute e bonus
Ritenute già trattenute1.100,00 €
Bonus spettantitrattamento integrativo 0,00 € · somma integrativa 0,00 €0,00 €
Bonus già percepiti0,00 €
Saldo del 730-110,00 €
Cosa ti dà il versamento
Meno IRPEF netta230,00 €
Variazione dei bonus0,00 €
Meno addizionalistima, si regolano l'anno dopo20,00 €
Copiato ✓

Le soglie di reddito che contano per te

Con un reddito complessivo di 21.500 €, la soglia più vicina è quella dei 20.000 €. Il versamento con bonifico non sposta il reddito complessivo; la trattenuta in busta sì.

Soglia dei 15.000 €
Oltre 15.000 il trattamento integrativo spetta solo se le detrazioni superano l'imposta lorda; in cambio sale la detrazione per lavoro dipendente.
sei sopra · 6.500 €
Soglia dei 20.000 €
Oltre 20.000 la somma integrativa non spetta, ma compare l'ulteriore detrazione di 1.000 €.
sei sopra · 1.500 €
Soglia dei 28.000 €
Fino a 28.000 il trattamento integrativo può ancora spettare (serve che le detrazioni superino l'imposta lorda).
sei sotto · 6.500 €
Soglia dei 32.000 €
Fino a 32.000 l'ulteriore detrazione è piena (1.000 €).
sei sotto · 10.500 €
Soglia dei 40.000 €
Fino a 40.000 l'ulteriore detrazione spetta, in tutto o in parte.
sei sotto · 18.500 €
Soglia dei 50.000 €
Fino a 50.000 la detrazione per lavoro dipendente spetta, in parte.
sei sotto · 28.500 €

Come funziona il calcolo

Il saldo del 730 è la differenza tra ciò che hai già versato e ciò che devi davvero. Il simulatore calcola l'IRPEF netta: applica gli scaglioni (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre) al reddito imponibile e sottrae le detrazioni. Poi la confronta con le ritenute già trattenute in busta paga e con i bonus (trattamento integrativo e somma integrativa) spettanti rispetto a quelli già percepiti. Se il risultato è positivo sei a credito, se è negativo sei a debito.

Le detrazioni dipendono dal reddito complessivo. La detrazione per lavoro dipendente è di 1.955 euro fino a 15.000 euro di reddito; tra 15.000 e 28.000 euro vale 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) ÷ 13.000; tra 28.000 e 50.000 euro vale 1.910 × (50.000 − reddito) ÷ 22.000; oltre i 50.000 euro non spetta, con una maggiorazione di 65 euro tra 25.000 e 35.000 euro. L'ulteriore detrazione è di 1.000 euro tra 20.000 e 32.000 euro e poi scende fino ad azzerarsi a 40.000 euro. La somma integrativa, non imponibile, spetta fino a 20.000 euro di reddito complessivo ed è pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro, a seconda della fascia. Il trattamento integrativo, fino a 1.200 euro, spetta fino a 15.000 euro se l'imposta lorda supera la detrazione per lavoro ridotta di 75 euro, e fino a 28.000 euro solo se le detrazioni superano l'imposta lorda.

Fondo pensione: bonifico o busta paga?

I contributi alla previdenza complementare sono deducibili fino a 5.164,57 euro l'anno. La differenza sta in come versi. Con il bonifico al fondo, la deduzione compare nel 730 e riduce il reddito imponibile: risparmi l'aliquota del tuo scaglione, ma il reddito complessivo, su cui si calcolano detrazioni e soglie, resta quello della CU. Con la trattenuta in busta paga il contributo esce dal reddito di lavoro in CU: riduce anche il reddito complessivo, e nelle fasce in cui le detrazioni calano al crescere del reddito (oltre 28.000 euro) ne recuperi una parte.

Nota: il simulatore non conosce le tue scelte con il datore di lavoro. La trattenuta in busta richiede di accordarsi con l'azienda e di solito si imposta all'inizio dell'anno; usa il confronto per capire se, per l'anno prossimo, vale la pena modificare la modalità di versamento.

  • Riferimenti
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 13 — detrazioni per lavoro dipendente e ulteriore detrazione
  • D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 10, comma 1, lett. e-bis — deducibilità dei contributi alla previdenza complementare
  • D.Lgs. 252/2005, art. 8 — limite annuo di deducibilità di 5.164,57 euro
  • D.L. 3/2020, art. 1 — trattamento integrativo
  • L. 207/2024, art. 1 — somma integrativa e ulteriore detrazione per i redditi fino a 40.000 euro
  • L. 199/2025 — scaglioni IRPEF in vigore dal 2026 (23% fino a 28.000, 33% fino a 50.000, 43% oltre)
  • Agenzia delle Entrate, circolare 4/E del 16 maggio 2025 — novità IRPEF per il lavoro dipendente

Due esempi pratici

Un debito di 340 euro che si azzera

Marco ha un reddito da lavoro dipendente di 21.500 euro e, a fine anno, il datore gli ha trattenuto 1.100 euro di IRPEF. L'imposta dovuta è 4.945 euro di IRPEF lorda meno 2.505 euro di detrazione per lavoro e 1.000 euro di ulteriore detrazione: 1.440 euro. Le ritenute sono più basse, quindi il 730 va a debito di 340 euro.

Versando 1.000 euro con bonifico al fondo pensione, il reddito imponibile scende a 20.500 euro e l'IRPEF netta a 1.210 euro: il saldo passa a −110 euro, cioè 230 euro in meno di debito, il 23% dell'importo versato. Per azzerare il debito servono 1.479 euro con il bonifico; con la trattenuta in busta ne basterebbero 1.058, perché oltre alla deduzione aumenta anche la detrazione per lavoro dipendente.

Con 36.000 euro la deduzione vale di più

Con un reddito complessivo di 36.000 euro l'IRPEF netta è 7.364,55 euro. Versando 2.000 euro nel fondo con bonifico, il risparmio è di 660 euro: il 33% dell'importo, perché lo scaglione marginale è il secondo. Se gli stessi 2.000 euro fossero stati trattenuti in busta paga, il reddito complessivo scenderebbe a 34.000 euro: la detrazione per lavoro e l'ulteriore detrazione salgono e il risparmio diventa 1.148,64 euro, circa il 57%. Provalo nel simulatore cambiando il canale di versamento.

Le soglie sono quasi neutre

Chi supera i 20.000 euro di reddito perde la somma integrativa (circa 960 euro a 20.000) ma ottiene l'ulteriore detrazione di 1.000 euro; chi supera i 15.000 euro perde il trattamento integrativo ma la detrazione per lavoro dipendente sale di oltre mille euro. Le soglie sono costruite per non creare salti netti: il debito al 730 nasce quasi sempre da altro, come altri redditi, più datori di lavoro o ritenute calcolate su un reddito presunto troppo basso.

Domande frequenti

Cosa significa avere il 730 a credito o a debito?

Il 730 confronta l'imposta che devi davvero pagare (IRPEF netta, dopo detrazioni e deduzioni) con quella che il datore di lavoro ti ha già trattenuto in busta paga durante l'anno. Se le ritenute sono più dell'imposta dovuta sei a credito: ricevi un rimborso, di norma in busta paga a partire da luglio. Se sono meno sei a debito: la differenza viene trattenuta con le stesse tempistiche, anche a rate.

Perché il 730 può andare a debito?

Le cause più comuni sono: altri redditi su cui non è stata trattenuta l'imposta (un secondo lavoro, affitti, collaborazioni occasionali), più datori di lavoro nello stesso anno, bonus pagati in busta durante l'anno ma non spettanti a fine anno (trattamento integrativo, somma integrativa), detrazioni per familiari a carico che non spettavano più e ritenute calcolate su un reddito presunto troppo basso. Questo simulatore ti aiuta a capire quanto pesa ciascuna di queste cause sul saldo finale.

Quanto posso dedurre dal fondo pensione?

Fino a 5.164,57 euro l'anno, sommando i contributi versati da te e dal tuo datore di lavoro. La deduzione riduce il reddito imponibile: il risparmio vale l'aliquota del tuo scaglione (23%, 33% o 43%) per l'importo dedotto. Il tetto è per persona; chi è al primo impiego dopo il 2007 può, in alcuni casi, recuperare nei primi anni la quota non dedotta, ma questo simulatore applica sempre il tetto ordinario.

Versare nel fondo pensione cambia le soglie dei bonus?

Dipende da come versi. I contributi trattenuti dal datore in busta paga escono dal reddito di lavoro indicato in CU e quindi riducono il reddito complessivo su cui si calcolano detrazioni, ulteriore detrazione e bonus. I versamenti fatti per conto tuo con bonifico si deducono invece nel 730: abbassano il reddito imponibile ma, secondo l'interpretazione prevalente, non il reddito complessivo usato per le soglie. Il simulatore mostra i due casi a confronto. Per decidere nel tuo caso chiedi conferma al CAF o al tuo consulente.

Entro quando devo versare per dedurre nel 730 dell'anno?

La deduzione segue il principio di cassa: conta l'anno in cui il fondo incassa il versamento. Per dedurre nell'anno devi quindi versare entro il 31 dicembre, tenendo conto dei tempi del bonifico: verifica con il tuo fondo la data di valuta. Un versamento effettuato a gennaio si deduce l'anno dopo.

Che cosa sono trattamento integrativo e somma integrativa?

Sono due bonus pagati dal datore di lavoro in busta paga e verificati a fine anno. Il trattamento integrativo (fino a 1.200 euro l'anno) spetta a chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro e un'imposta lorda sufficientemente capiente, e in alcuni casi fino a 28.000 euro. La somma integrativa è una somma non imponibile pari al 4,8%-7,1% del reddito di lavoro, per chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 euro. Se a fine anno non ti spettano, vanno restituiti: succede nel conguaglio o, in mancanza, con il 730.

Dove trovo reddito e ritenute da inserire?

Nella Certificazione Unica dell'anno precedente trovi i valori dell'anno chiuso: il reddito di lavoro dipendente (punto 1 per il tempo indeterminato) e le ritenute IRPEF (punto 21). Per l'anno in corso usa i progressivi dell'ultima busta paga e aggiungi una stima dei mesi che mancano. Il reddito da inserire è quello imponibile ai fini IRPEF, cioè al netto dei contributi INPS e dei contributi al fondo pensione trattenuti in busta.

Quanto è preciso il calcolo?

È una stima per un lavoratore dipendente con un solo datore di lavoro e, in via facoltativa, altri redditi. Non considera lavoro a tempo determinato con detrazione minima di 1.380 euro, redditi da pensione, regimi particolari, il tetto alle detrazioni per redditi alti, il trattamento integrativo con detrazioni diverse da quelle per familiari a carico, né le addizionali regionali e comunali, che si regolano con tempi propri e sono stimate a parte. Le detrazioni per spese sanitarie, mutuo o ristrutturazioni vanno inserite come importo di detrazione (non di spesa). Per la dichiarazione definitiva rivolgiti a un CAF o a un commercialista.

Questo simulatore ha finalità educativa e illustrativa: fornisce una stima per un lavoratore dipendente con un solo datore di lavoro e non sostituisce la dichiarazione dei redditi né il parere di un CAF o di un commercialista. Non costituisce consulenza finanziaria, fiscale o previdenziale personalizzata né consiglio di investimento: la scelta di versare in un fondo pensione, il fondo e l'importo vanno valutati con un consulente abilitato.

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