Inserisci il reddito previsto a fine anno e le ritenute già trattenute: scopri se il 730 andrà a credito o a debito e quanto cambia versando nel fondo pensione prima del 31 dicembre, sfruttando la deduzione fiscale.
Con un reddito complessivo di 21.500 €, la soglia più vicina è quella dei 20.000 €. Il versamento con bonifico non sposta il reddito complessivo; la trattenuta in busta sì.
Il saldo del 730 è la differenza tra ciò che hai già versato e ciò che devi davvero. Il simulatore calcola l'IRPEF netta: applica gli scaglioni (23% fino a 28.000 euro, 33% fino a 50.000, 43% oltre) al reddito imponibile e sottrae le detrazioni. Poi la confronta con le ritenute già trattenute in busta paga e con i bonus (trattamento integrativo e somma integrativa) spettanti rispetto a quelli già percepiti. Se il risultato è positivo sei a credito, se è negativo sei a debito.
Le detrazioni dipendono dal reddito complessivo. La detrazione per lavoro dipendente è di 1.955 euro fino a 15.000 euro di reddito; tra 15.000 e 28.000 euro vale 1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) ÷ 13.000; tra 28.000 e 50.000 euro vale 1.910 × (50.000 − reddito) ÷ 22.000; oltre i 50.000 euro non spetta, con una maggiorazione di 65 euro tra 25.000 e 35.000 euro. L'ulteriore detrazione è di 1.000 euro tra 20.000 e 32.000 euro e poi scende fino ad azzerarsi a 40.000 euro. La somma integrativa, non imponibile, spetta fino a 20.000 euro di reddito complessivo ed è pari al 7,1%, 5,3% o 4,8% del reddito di lavoro, a seconda della fascia. Il trattamento integrativo, fino a 1.200 euro, spetta fino a 15.000 euro se l'imposta lorda supera la detrazione per lavoro ridotta di 75 euro, e fino a 28.000 euro solo se le detrazioni superano l'imposta lorda.
I contributi alla previdenza complementare sono deducibili fino a 5.164,57 euro l'anno. La differenza sta in come versi. Con il bonifico al fondo, la deduzione compare nel 730 e riduce il reddito imponibile: risparmi l'aliquota del tuo scaglione, ma il reddito complessivo, su cui si calcolano detrazioni e soglie, resta quello della CU. Con la trattenuta in busta paga il contributo esce dal reddito di lavoro in CU: riduce anche il reddito complessivo, e nelle fasce in cui le detrazioni calano al crescere del reddito (oltre 28.000 euro) ne recuperi una parte.
Nota: il simulatore non conosce le tue scelte con il datore di lavoro. La trattenuta in busta richiede di accordarsi con l'azienda e di solito si imposta all'inizio dell'anno; usa il confronto per capire se, per l'anno prossimo, vale la pena modificare la modalità di versamento.
Marco ha un reddito da lavoro dipendente di 21.500 euro e, a fine anno, il datore gli ha trattenuto 1.100 euro di IRPEF. L'imposta dovuta è 4.945 euro di IRPEF lorda meno 2.505 euro di detrazione per lavoro e 1.000 euro di ulteriore detrazione: 1.440 euro. Le ritenute sono più basse, quindi il 730 va a debito di 340 euro.
Versando 1.000 euro con bonifico al fondo pensione, il reddito imponibile scende a 20.500 euro e l'IRPEF netta a 1.210 euro: il saldo passa a −110 euro, cioè 230 euro in meno di debito, il 23% dell'importo versato. Per azzerare il debito servono 1.479 euro con il bonifico; con la trattenuta in busta ne basterebbero 1.058, perché oltre alla deduzione aumenta anche la detrazione per lavoro dipendente.
Con un reddito complessivo di 36.000 euro l'IRPEF netta è 7.364,55 euro. Versando 2.000 euro nel fondo con bonifico, il risparmio è di 660 euro: il 33% dell'importo, perché lo scaglione marginale è il secondo. Se gli stessi 2.000 euro fossero stati trattenuti in busta paga, il reddito complessivo scenderebbe a 34.000 euro: la detrazione per lavoro e l'ulteriore detrazione salgono e il risparmio diventa 1.148,64 euro, circa il 57%. Provalo nel simulatore cambiando il canale di versamento.
Chi supera i 20.000 euro di reddito perde la somma integrativa (circa 960 euro a 20.000) ma ottiene l'ulteriore detrazione di 1.000 euro; chi supera i 15.000 euro perde il trattamento integrativo ma la detrazione per lavoro dipendente sale di oltre mille euro. Le soglie sono costruite per non creare salti netti: il debito al 730 nasce quasi sempre da altro, come altri redditi, più datori di lavoro o ritenute calcolate su un reddito presunto troppo basso.
Il 730 confronta l'imposta che devi davvero pagare (IRPEF netta, dopo detrazioni e deduzioni) con quella che il datore di lavoro ti ha già trattenuto in busta paga durante l'anno. Se le ritenute sono più dell'imposta dovuta sei a credito: ricevi un rimborso, di norma in busta paga a partire da luglio. Se sono meno sei a debito: la differenza viene trattenuta con le stesse tempistiche, anche a rate.
Le cause più comuni sono: altri redditi su cui non è stata trattenuta l'imposta (un secondo lavoro, affitti, collaborazioni occasionali), più datori di lavoro nello stesso anno, bonus pagati in busta durante l'anno ma non spettanti a fine anno (trattamento integrativo, somma integrativa), detrazioni per familiari a carico che non spettavano più e ritenute calcolate su un reddito presunto troppo basso. Questo simulatore ti aiuta a capire quanto pesa ciascuna di queste cause sul saldo finale.
Fino a 5.164,57 euro l'anno, sommando i contributi versati da te e dal tuo datore di lavoro. La deduzione riduce il reddito imponibile: il risparmio vale l'aliquota del tuo scaglione (23%, 33% o 43%) per l'importo dedotto. Il tetto è per persona; chi è al primo impiego dopo il 2007 può, in alcuni casi, recuperare nei primi anni la quota non dedotta, ma questo simulatore applica sempre il tetto ordinario.
Dipende da come versi. I contributi trattenuti dal datore in busta paga escono dal reddito di lavoro indicato in CU e quindi riducono il reddito complessivo su cui si calcolano detrazioni, ulteriore detrazione e bonus. I versamenti fatti per conto tuo con bonifico si deducono invece nel 730: abbassano il reddito imponibile ma, secondo l'interpretazione prevalente, non il reddito complessivo usato per le soglie. Il simulatore mostra i due casi a confronto. Per decidere nel tuo caso chiedi conferma al CAF o al tuo consulente.
La deduzione segue il principio di cassa: conta l'anno in cui il fondo incassa il versamento. Per dedurre nell'anno devi quindi versare entro il 31 dicembre, tenendo conto dei tempi del bonifico: verifica con il tuo fondo la data di valuta. Un versamento effettuato a gennaio si deduce l'anno dopo.
Sono due bonus pagati dal datore di lavoro in busta paga e verificati a fine anno. Il trattamento integrativo (fino a 1.200 euro l'anno) spetta a chi ha un reddito complessivo fino a 15.000 euro e un'imposta lorda sufficientemente capiente, e in alcuni casi fino a 28.000 euro. La somma integrativa è una somma non imponibile pari al 4,8%-7,1% del reddito di lavoro, per chi ha un reddito complessivo fino a 20.000 euro. Se a fine anno non ti spettano, vanno restituiti: succede nel conguaglio o, in mancanza, con il 730.
Nella Certificazione Unica dell'anno precedente trovi i valori dell'anno chiuso: il reddito di lavoro dipendente (punto 1 per il tempo indeterminato) e le ritenute IRPEF (punto 21). Per l'anno in corso usa i progressivi dell'ultima busta paga e aggiungi una stima dei mesi che mancano. Il reddito da inserire è quello imponibile ai fini IRPEF, cioè al netto dei contributi INPS e dei contributi al fondo pensione trattenuti in busta.
È una stima per un lavoratore dipendente con un solo datore di lavoro e, in via facoltativa, altri redditi. Non considera lavoro a tempo determinato con detrazione minima di 1.380 euro, redditi da pensione, regimi particolari, il tetto alle detrazioni per redditi alti, il trattamento integrativo con detrazioni diverse da quelle per familiari a carico, né le addizionali regionali e comunali, che si regolano con tempi propri e sono stimate a parte. Le detrazioni per spese sanitarie, mutuo o ristrutturazioni vanno inserite come importo di detrazione (non di spesa). Per la dichiarazione definitiva rivolgiti a un CAF o a un commercialista.
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