Inserisci una somma, un orizzonte di anni e l'inflazione che ti aspetti: scopri quanto varrà in euro di oggi e quanto ti servirebbe per mantenere lo stesso potere d'acquisto. Facoltativo: aggiungi il rendimento netto dei tuoi risparmi.
Quanto vale la stessa somma, in euro di oggi, al variare dell'inflazione annua.
| Inflazione | Vale | Perdi | Per restare al passo |
|---|---|---|---|
| 1% l'anno | 4.097,72 € | 902,28 € (18,0%) | 6.100,95 € |
| 2% l'anno | 3.364,86 € | 1.635,14 € (32,7%) | 7.429,74 € |
| 3% l'anno | 2.768,38 € | 2.231,62 € (44,6%) | 9.030,56 € |
| 5% l'anno | 1.884,45 € | 3.115,55 € (62,3%) | 13.266,49 € |
Con i valori inseriti, come cambia nel tempo il potere d'acquisto.
| Anno | Cifra sul conto | Vale (euro di oggi) | Per restare al passo |
|---|---|---|---|
| 1 | 5.000,00 € | 4.901,96 € | 5.100,00 € |
| 5 | 5.000,00 € | 4.528,65 € | 5.520,40 € |
| 10 | 5.000,00 € | 4.101,74 € | 6.094,97 € |
| 15 | 5.000,00 € | 3.715,07 € | 6.729,34 € |
| 20 | 5.000,00 € | 3.364,86 € | 7.429,74 € |
Il calcolatore trasforma una somma di oggi nel suo valore futuro in potere d'acquisto. Con un'inflazione costante del tasso i, dopo n anni i prezzi sono moltiplicati per (1 + i)n. Il valore reale, cioè quanto compri con quella somma espresso in euro di oggi, è l'importo diviso per quel fattore. Per mantenere lo stesso potere d'acquisto serve invece l'importo moltiplicato per lo stesso fattore.
Se i risparmi rendono un tasso netto r, la cifra finale è l'importo per (1 + r)n e il valore reale si ottiene dividendola per il fattore dei prezzi. Il rendimento reale annuo è il rapporto tra (1 + r) e (1 + i), meno uno: positivo solo se il rendimento batte l'inflazione. Il tempo di dimezzamento del potere d'acquisto è ln 2 ÷ ln(1 + i).
L'inflazione reale cambia da un anno all'altro: il calcolatore ne assume una costante, come ogni calcolatore di questo tipo, e non è una previsione. Non considera imposte né costi sul rendimento, che vanno inseriti già al netto.
Hai 5.000 euro da parte e li lasci fermi per 20 anni, con un'inflazione costante del 2% l'anno. I prezzi aumentano del 48,6%: 5.000 ÷ 1,0220 dà un valore reale di 3.364,86 euro. Sul conto ci sono sempre 5.000 euro, ma comprano ciò che oggi costa 3.365 euro circa: perdi 1.635,14 euro di potere d'acquisto, il 32,7%. Per avere lo stesso potere d'acquisto servirebbero 7.429,74 euro.
Ora ipotizza che i risparmi rendano l'1% netto l'anno. Dopo 20 anni la cifra è 6.100,95 euro: sembra un guadagno, ma in euro di oggi valgono 4.105,76. Perdi comunque 894,24 euro, perché il rendimento (1%) è inferiore all'inflazione (2%): il rendimento reale è negativo, circa −0,98% l'anno.
| Anno | Inflazione media annua (NIC) |
|---|---|
| 2022 | +8,1% |
| 2023 | +5,7% |
| 2024 | +1,0% |
| 2025 | +1,5% |
Fonte: ISTAT, indice NIC. Mettendo insieme i quattro anni, i prezzi medi del 2025 sono circa il 17% più alti di quelli del 2021: 5.000 euro del 2021 avevano nel 2025 il potere d'acquisto di circa 4.270 euro. Ad agosto 2026 l'ISTAT registra un'inflazione tendenziale del +3,3% (NIC) e del +3,4% (FOI): un tasso lontano dal 2% che molte simulazioni assumono, ed è per questo che conviene provare più scenari.
L'inflazione non incide solo sui risparmi. Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno dell'1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice FOI, quindi segue in parte i prezzi. I canoni di locazione possono essere aggiornati fino al 75% della variazione FOI, ma con la cedolare secca si rinuncia a questo adeguamento. Chi risparmia, invece, protegge il proprio potere d'acquisto solo se il rendimento netto dei risparmi batte l'inflazione: è il confronto che puoi fare con il campo «rendimento annuo netto» qui sopra, o con il calcolatore PAC e interesse composto.
L'inflazione è l'aumento generalizzato dei prezzi. Se i prezzi salgono del 2% l'anno, con la stessa somma compri ogni anno il 2% di beni e servizi in meno: i soldi fermi restano uguali in euro ma valgono sempre meno. Non vedi la perdita sul conto, la vedi alla cassa.
Si divide l'importo per (1 + inflazione) elevato al numero di anni. Con 5.000 euro, 20 anni e un'inflazione costante del 2%, il calcolo è 5.000 ÷ 1,02^20 = 3.364,86 euro: tra vent'anni 5.000 euro compreranno ciò che oggi costa circa 3.365 euro.
Dipende da cosa vuoi capire. Per un orizzonte lungo si usa spesso il 2%, l'obiettivo di inflazione della Banca Centrale Europea. Gli ultimi anni sono stati molto diversi: in Italia la media annua è stata dell'8,1% nel 2022, del 5,7% nel 2023, dell'1,0% nel 2024 e dell'1,5% nel 2025. Prova più valori: la tabella degli scenari qui sopra confronta l'1%, il 2%, il 3% e il 5%.
Una regola pratica: dividi 70 per il tasso di inflazione. Al 2% il potere d'acquisto si dimezza in circa 35 anni, al 3% in circa 23, al 5% in circa 14. Il calcolatore mostra il tempo esatto per il tasso che inserisci.
Sono i tre indici dei prezzi al consumo calcolati dall'ISTAT. Il NIC misura l'inflazione per l'intera collettività nazionale; il FOI, escluso il tabacco, riguarda le famiglie di operai e impiegati ed è quello usato per adeguare per legge molti importi, come i canoni di locazione e il TFR; l'IPCA è l'indice armonizzato europeo, che permette di confrontare l'Italia con gli altri Paesi.
Per due motivi: l'inflazione riduce il potere d'acquisto, e il conto costa. Sulle persone fisiche si applica un'imposta di bollo di 34,20 euro l'anno se la giacenza media supera 5.000 euro, e gli eventuali interessi sono tassati al 26%. Per aumentare il potere d'acquisto serve un rendimento netto superiore all'inflazione.
Il TFR lasciato in azienda si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice FOI. Anche i canoni di locazione possono essere aggiornati ogni anno, al massimo al 75% della variazione FOI; chi sceglie la cedolare secca, però, rinuncia a questo aggiornamento.
Non esiste una soluzione valida per tutti e questo calcolatore non dà consigli personalizzati. L'idea di fondo è che il rendimento netto di un risparmio deve superare l'inflazione per far crescere il potere d'acquisto: se rende meno, anche con un guadagno nominale si perde valore reale. Esistono titoli di Stato indicizzati all'inflazione, come alcuni BTP, ma rischi, costi e tassazione vanno valutati con attenzione, anche con un consulente abilitato.
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